Per mantenere la grande concentrazione di uomini presente sulla zona sommitale del massiccio assolutamente arida era necessario un approvigionamento continuo di acqua.Per questo scopo furono costruiti due acquedotti che raccoglievano l'acqua dal fondo valle e la trasportavano alle cisterne in quota utilizzando un'unica mandata.

Le difficoltà connesse a questo sistema erano principalmente due:

  • i tubi in acciaio dovevano avere uno spessore tale da resistere a pressioni elevate;

  • bisognava trovare il modo di proteggere l'impianto dall'urto della colonna d'acqua contro le pareti dei condotti nel momento in cui venivano aperti i rubinetti.

Durante l'inverno per difendere dal gelo le tubature la notte si scaricava l'impianto, inoltre si evitava di usare sifoni e tubi di diametro inferiore ai 50-70 mm. perché, anche una volta svuotati, l'umidità che vi si raccoglieva gelava.

L'impianto del Pasubio fu iniziato nel mese di febbraio del 1917 e cominciò a funzionare alla fine di aprile dello stesso anno. L'unica stazione di sollevamento era situata presso la sorgente di Malga Busi a quota 960. La tubazione saliva per il canalone di Fontana d'Oro sino alla quota più alta del Pasubio (2236) alimentando una serie di serbatoi dai quali partivano le tubazioni secondarie, formanti una estesa rete di oltre 40 Km. di sviluppo, che portava l'acqua in vari serbatoi. Normalmente questi erano posti in serie, in modo che l'acqua restasse in circolazione, alcuni erano in calcestruzzo coperti da solette di cemento armato, altri in lamiera o legno.

   
RELAZIONE TECNICA DELL'ACQUEDOTTO DEL PASUBIO FOTO D'EPOCA, FOTO ATTUALI
RELAZIONE TECNICA DELL'ACQUEDOTTO DI VAL FOXI