Uno dei motivi che certamente hanno caratterizzato il primo conflitto mondiale, tanto da trasformarlo nello spartiacque tra la storia moderna e quella più antica, è stata l'applicazione delle nuove tecnologie all'uso bellico. Esse, impiegate a partire dalla rivoluzione industriale prevalentemente per scopi civili, hanno in breve tempo rivoluzionato radicalmente il modo di combattere.
Se è vero dunque che la prima guerra mondiale è la guerra della mitragliatrice e dell'artiglieria, è altrettanto vero che anche i nuovi mezzi di comunicazione, come la radiotelegrafia e la telefonia, hanno rivoluzionato le tattiche belliche.
La telegrafia permetteva infatti di comunicare a grandi distanze fra i vari reparti, senza il pericolo di essere intercettati dal nemico. Questa tecnologia ebbe un effetto ancora più marcato in montagna ove spesso i diversi reparti non riuscivano a tenersi in contatto visivo, come accadeva, per esempio, sul Monte Pasubio.
Agli inizi del '900 tali tecnologie erano ancora ai primordi e le strumentazioni, spesso ingombranti e non molto efficienti, dovevano essere caricate su carri trainati da cavalli o su autocarri, specie nelle zone di montagna.
Oltre al trasporto un altro grosso problema era l'installazione dei cavi e dei tralicci, evitando di esporli al fuoco e all'intercettazione del nemico.
I percorsi seguiti erano scelti in modo da garantire il più possibile una facile sorveglianza, spesso i tralicci costeggiavano strade o mulattiere e si privilegiavano lunghe campate in grado, se possibile, di evitare centri abitati o l'attraversamento di tratte ferroviarie.
Le linee venivano sorvegliate in tutta la loro estensione da "guardafili", ovvero speciali tecnici in grado di garantirne la continuità e la manutenzione oltre a operare eventuali riparazioni in caso di guasti. (vedi borsa in F.1)
Il problema dell'isolamento fu superato grazie all'utilizzo di un nuovo ritrovato della tecnica: la gomma. Tuttavia, nei lunghi percorsi le dispersioni risultavano comunque troppo accentuate, cosicché si ricorreva, ad intervalli regolari, a "soccorritoi" (o relais, F.21 e 22), in grado di chiudere il circuito della pila locale e di rigenerare un segnale più forte, garantendone la continuità elettrica.