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Durante
il periodo di guerra le linee telefoniche erano suddivise in due tipi:
"permanenti",
che collegavano comandi, stazioni telemetriche e posti di osservazione,
"eventuali", impiantate
appositamente per collegare opere di difesa alle postazioni fisse.
Entrambe erano affidate a telefonisti
di artiglieria, ausiliari di fanteria o telegrafisti del genio. Il materiale
era trasportato su treno o su carrette, in modo da avere 32 apparecchi
e 80 km di filo.
L'impianto di una stazione da campo avveniva in un luogo coperto o possibilmente
protetto dalle intemperie, aggiungendo addirittura una seconda linea (stazione
intermedia) per collegare maggiormente in caso di forte temporale. Da
notare che il telefono dell'epoca poteva solo ricevere/inviare la chiamata,
quindi i due interlocutori non potevano parlare contemporaneamente : era
infatti provvisto di un tasto come un comune CB odierno che definiva i
tempi di ascolto e di trasmissione.
Le linee del telefono venivano stese con l'aiuto di 5 gruppi di uomini,
e ripiegate con 3 gruppi di persone, tutti con mansioni differenti e specializzate.
Ogni tratto era controllato da un guardafili che doveva percorrerlo ininterrottamente
e riparare eventuali guasti.
Una importante novità
per l'epoca era la telegrafia combinata alla telefonia sullo stesso filo.
Ciò era reso possibile da un semplice condensatore, che permetteva,
assieme ad una bobina, di distinguere le comunicazioni telegrafiche da
quelle telefoniche a seconda del circuito, misto o metallico.
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