Un fronte difensivo era costituito da più linee scaglionate in profondità, collegate da una fitta rete di camminamenti a zig-zag, per sottrarsi al tiro d'infilata, allo scopo di contrastare il possesso del terreno palmo a palmo. In tal modo, perso un tratto di trincea, era possibile, occupando camminamenti e tratti di trincea collaterali, raccordare le parti non perdute e ripristinare la difesa.
Nei punti principali della linea di combattimento che costituivano obiettivi probabili dell'attacco o erano posizioni adatte alla manovra si stabilivano i capisaldi.

In generale, comunque, le fortificazioni dovevano rispondere a due scopi:

  1. Favorire l'azione delle truppe che si impiegano

  2. Affievolire l'azione delle truppe avversarie.

Il primo scopo si raggiungeva:

  • Costruendo ripari e/o trincee, che rendevano facile il proprio tiro e diminuivano l'effetto di quello avversari

  • Con l'uso di diaframmi e/o maschere che nascondevano le posizioni difensive

  • Mediante lavori di comunicazione che facilitavano i movimenti del difensore lungo la linea di combattimento.

Il secondo scopo si raggiungeva:

  • Creando ostacoli artificiali vicino alle posizioni difensive per rallentare l'avanzata del nemico

  • Con lo sgombro del campo di tiro obbligando così l'assalitore ad avanzare sotto l'azione del fuoco del difensore

  • Con lavori di distruzioni per ostacolare l'avanzata delle truppe attaccanti.

 

   

Immagini

FOTO D'EPOCA