Gli ostacoli obbligavano il nemico ad un serie di sforzi individuali invece di consentirgli un'irruzione violenta e consentivano di ritardarne l'avanzata.

Le condizioni a cui dovevano soddisfare gli ostacoli erano:

  • Essere efficacemente battuti dalla difesa;

  • Non risultare appariscenti da lontano, in modo da cogliere di sorpresa l'attaccante;

  • Non far diminuire il campo di tiro, né servire di riparo all'attaccante;

  • Essere di facile costruzione, ma difficilmente distruggibili dall'artiglieria e dagli zappatori;

  • Non intralciare gli atti controffensivi.

Questi ostacoli non dovevano risultare troppo vicini, per non far subire al difensore i danni prodotti dal lancio delle bombe a mano al di sopra dell'ostacolo; non troppo lontani da permettere agli zappatori avversari di neutralizzarli fuori dal proprio campo di tiro. La distanza ottimale era valutata intorno ai 30-40 metri.
Fra gli ostacoli artificiali passivi ricordiamo:

  • le interruzioni delle comunicazioni che obbligavano il nemico ad arrestarsi o a cambiare tragitto (ad es. la distruzione di una galleria, di un ponte, di una ferrovia). Erano ordinate solo dai comandi più elevati ed effettuate dalle truppe del genio;

  • le inondazioni;

  • i reticolati.

Fra gli ostacoli attivi:

  • le torpedini terrestri;

  • le fogate.