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Gli
ostacoli obbligavano il nemico ad un serie di sforzi individuali invece
di consentirgli un'irruzione violenta e consentivano di ritardarne l'avanzata.
Le condizioni a cui dovevano
soddisfare gli ostacoli erano:
Essere efficacemente battuti
dalla difesa;
Non risultare appariscenti
da lontano, in modo da cogliere di sorpresa l'attaccante;
Non far diminuire il campo
di tiro, né servire di riparo all'attaccante;
Essere di facile costruzione,
ma difficilmente distruggibili dall'artiglieria e dagli zappatori;
Non intralciare gli atti controffensivi.
Questi ostacoli non dovevano
risultare troppo vicini, per non far subire al difensore i danni prodotti
dal lancio delle bombe a mano al di sopra dell'ostacolo; non troppo lontani
da permettere agli zappatori avversari di neutralizzarli fuori dal proprio
campo di tiro. La distanza ottimale era valutata intorno ai 30-40 metri.
Fra gli ostacoli artificiali passivi ricordiamo:
le interruzioni delle comunicazioni
che obbligavano il nemico ad arrestarsi o a cambiare tragitto (ad es.
la distruzione di una galleria, di un ponte, di una ferrovia). Erano
ordinate solo dai comandi più elevati ed effettuate dalle truppe
del genio;
le inondazioni;
i
reticolati.
Fra gli ostacoli attivi:
le torpedini terrestri;
le fogate.
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