Lo sgombro del campo di tiro era il miglior mezzo per assicurare l'efficacia del fuoco (se fatto in maniera tale da non svelare la posizione del difensore al nemico).
Nonostante il fucile italiano avesse un'efficacia di 1800 metri era inutile sgomberare fino a tale distanza (per non tenere conto dell'enorme lavoro) perché era impossibile colpire dei bersagli così distanti e si sarebbe svelata inutilmente la posizione al nemico. Perciò ci si limitava ad un campo di vista di 300 metri per arrestare l'attaccante.
In tale zona occorreva rimuovere tutti gli ostacoli che offrivano protezione (defilamento al tiro) o copertura (defilamento alla vista) all'avversario quali:

  • Muri di cinta, fabbricati e gruppi di case, che si demolivano con il piccone o con l'uso di esplosivi spargendo i materiali di demolizione. Per i gruppi di case ci si accontentava di demolire i muri di cinta e di abbattere gli alberi attorno ai fabbricati.

  • Rialzi del terreno. Se lo spianamento tuttavia comportava un eccessivo lavoro ci si limitava a ritagliare a piano inclinato il rialzo verso il nemico, in maniera da sopprimere l'angolo morto. (FIG. 44)

  • Avvallamenti e fossi che si colmavano di terra ricavata dai margini verso la difesa in modo da offrire un ulteriore ostacolo per l'attaccante.