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Il
conflitto iniziato nel 1914 si trasformò velocemente in uno scontro
a livello mondiale che per la prima volta vide messe in gioco tutte le
risorse militari ed economiche dei paesi coinvolti, in una guerra che
divenne ben presto "totale": tecniche di combattimento, armi
ed equipaggiamenti degli eserciti vennero completamente rivoluzionati
e nelle retrovie tutti furono mobilitati per il rifornimento alle linee
del fronte, dove giorno dopo giorno la lotta continuava incessante.
Uno dei settori che più vennero sviluppati in quegli anni fu la
sanità che assunse un ruolo predominante all'interno degli ambienti
militari e che favorì lo sviluppo di nuove tecniche di soccorso,
la sperimentazione di nuove cure e, in generale, un notevole progresso
nelle conoscenze medico-scientifiche. Inoltre si affermarono alcune associazioni
umanitarie come la Croce Rossa Internazionale
e la Mezzaluna Rossa Internazionale che assunsero un ruolo predominante
e fornirono un immancabile sostegno alle strutture predisposte dall'esercito.
Durante la guerra la Sanità
Militare superò l'assistenza sanitaria civile e in molti casi
ne fu precorritrice, come testimoniano le numerose opere e i trattati
scritti negli anni immediatamente successivi alla fine del conflitto dei
medici che avevano prestato servizio in ospedali o in strutture sanitarie:
la vecchia organizzazione e le disposizioni regolamentari vennero completamente
rinnovate attraverso la quotidiana esperienza sul campo. Le malattie (spesso
sconosciute) che i dottori dovevano affrontare derivavano dalle dure condizioni
che i soldati sopportavano nella vita di guerra: freddo, luoghi umidi,
carenza di cibo, solitudine e paura fornirono indirettamente al corpo
medico l'occasione per sperimentare nuove metodologie di cura. Anche nel
campo della psicologia e della psichiatria ci furono importanti scoperte,
e proprio negli anni in cui le teorie Freudiane iniziavano ad affermarsi,
un certo numero di soldati e ufficiali sottoposti quotidianamente allo
stress della vita in trincea e della lotta furono osservati e studiati
attentamente, anche allo scopo di riconoscere i cosiddetti "simulatori".
L'esperienza di guerra fu quindi fonte di numerose ed importanti acquisizioni
in campo tecnico, scientifico ed anche medico perché diede agli
studiosi l'occasione di modernizzare il sistema sanitario e di sperimentare
nuovi metodi, spesso in maniera non regolare ma, anzi, inventando e improvvisando
sul momento per l'effettiva necessità di intervenire nei vari casi
di traumi, malattie e nevrosi di guerra.
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