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La
sistemazione difensiva del Monte Pasubio si rese necessaria dopo l'offensiva
austriaca iniziata il 15 maggio 1916, nota ormai col nome di "Strafexpedition".
Prima di tale data il massiccio si trovava in una posizione di retrovia,
dato che l'occupazione italiana si spingeva fino alle porte di Rovereto.
Dopo
la "Strafexpedition" e la controffensiva italiana del 1916, invece, il
fronte si attestò sul massiccio e le posizioni rimasero sostanzialmente
invariate fino alla fine del conflitto (fatta eccezione per la conquista
del Corno Battisti operata il dagli italiani nel maggio 1918).
Il Pasubio assunse perciò una funzione
decisiva nello schieramento difensivo italiano per almeno due motivi:
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Il primo consiste nel fatto che esso
domina due valli che consentivano un facile accesso alla pianura vicentina:
la Vallarsa e la Val Terragnolo. Attraverso di esse si aprivano agli
austriaci varie possibilità per calare al piano: oltre la strada per
Pian delle Fugazze e la Val Leogra e quella per la Borcola e la Val
Posina si poteva scendere a Recoaro giungendo da Ometto, Monte di
Mezzo, Campogrosso e aggirare a sud il monte per la Borcola e Colle
Xomo.
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Il secondo dipende dalla sua struttura
fisica che lo rendeva adatto ad essere trasformato in un ridotto fortificato
con possibilità di resistere ad oltranza anche una volta aggirato.
Infatti il monte si presenta come una acropoli che ad est, ovest e
sud si eleva di circa 1000 metri rispetto alle strade che lo cingono,
con fianchi ripidissimi solcati da valli percorribili con difficoltà
e facilmente dominabili dall'alto.
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