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Relazione tecnica per la costruzione
della strada mulattiera Bocchetta Campiglia-Fontana d'Oro-Porte del Pasubio
di CORRADO PICONE
Descrizione
del terreno - Dal massiccio del Pasubio si distacca con direzione
generale approssimativa nord-ovest sud-est una catena rocciosa che, limitata
ad ovest dalla valle del Leogra, ad est da quella del Posina, culmina
con le vette del Soglio Rosso (q. 2040), Forni Alti (q. 2026) e Cima Cuaro
(q. 1939) e spinge i suoi contrafforti verso sud fino intorno a Bocchette
di Campiglia.
Sui versante occidentale di tale catena il terreno presenta l'imponente
carattere della montagna più impervia, tutta a speroni rocciosi
nudi e brulli e valli alpestri strettissime e profonde: i tre solchi più
netti strapiombanti verso la Val Leogra prendono il nome di Val Canale,
Val Fontana d'Oro, Val Camozzara.
Il versante orientale guarda le posizioni austriache della Borcola, Borcoletta,
Monte Majo, Seluggio e Cimone; il terreno, all'infuori delle profonde
e regolari spaccature (Caneve di Campiglia) in corrispondenza della testata
di Val Camozzara, si presenta più unito e meno accidentato; in
molti punti degrada verso la Val Posina con regolare pendenza.
Le vette del Soglio Rosso, Forni Alti, Cima Cuaro, sono separate dal massiccio
del Pasubio e fra loro da tre depressioni, che costituiscono appunto la
testata delle tre valli che sul versante occidentale confluiscono nel
Leogra. Caratteristica è la conformazione pressoché analoga
delle tre depressioni, il cui profilo è ben marcato e segna una
breve, ma netta soluzione di continuità fra le tre vette già
nominate.
La prima depressione (Selletta di Porte del Pasubio, q. 1927) separa il
massiccio del Pasubio dalla vetta del Soglio Rosso; essa costituisce la
testata della Val Canale.
La seconda depressione (Selletta di Val Fontana d'Oro, q. 1894) separa
la vetta del Soglio Rosso da quella di Forni Alti; essa costituisce la
testata della Val Fontana d'Oro.
La terza depressione (Selletta di Val Camozzara, q. 1875) separa la vetta
di Forni Alti da quella di Cima Cuaro; essa costituisce la testata della
Val Camozzara.
Da Cima Cuaro si dipartono a ventaglio nella direzione ovest e sud-est
innumerevoli scogliere che spingono le loro frastagliate propaggini fin
sulla strada Ponte Verde-Colle Xomo, e sulla strada Colle Xomo-Porte Pasubio
intorno a Bocchette Campiglia. Tale regione trovasi segnata sulla carta
al 10.000 con il nome generico di Bella Laita.
Il versante occidentale dell'intera catena su cui si svolge la mulattiera
Bocchette Campiglia - Fontana d'Oro-Porte Pasubio, è defilato quasi
completamente alla vista e al tiro dei nemico.
Il versante orientale, invece, su cui si sviluppa la strada camionabile
Colle Xomo - Porte Pasubio, è tutta in vista del nemico che da
molte delle sue posizioni (Monte Majo, Borcola, Toraro, Seluggio, Cimone)
può esercitare servizio attivo di osservazione e vigilanza ed impedire,
sempre che voglia e in condizioni notevolmente favorevoli di tiro, qualsiasi
transito su tale arteria. In più, il transito sulla strada degli
Scarubbi resta durante l'inverno sempre interdetto a causa dell'enorme
quantità di neve che per caduta o valanghe si accumula sulla strada,
riempiendo quasi letteralmente la regione Boale di Campiglia, regione
in cui la strada si svolge per numerosi tornanti.
Tracciato - La strada
mulattiera Bocchette Campiglia-Fontana d'Oro-Porte Pasubio, si stacca
a Bocchette Campiglia (q. 1210) dalla camionabile Colle Xomo-Porte Pasubio,
risale i primi contrafforti della regione Bella Laita ed ora addentrandosi
nella roccia, ora affacciandosi a mezza costa su appicchi vertiginosi,
supera il dislivello del ventaglio roccioso dipartentesi da Cima Cuaro
fino quasi ad attingere le vette degli speroni a quota 1600 circa.
Di qui scorre con taglio vivo a mezza costa, mantenendosi ovunque sotto
la linea di cresta, passa sotto la Cima Cuaro, e costeggiando lo strapiombo
delle due prode attraversa la Val Camozzara, gira attorno all'imponente
massiccio di Forni Alti e si raccorda con lievissima pendenza a Fontana
d'Oro con la già esistente mulattiera.
Più oltre segue il tracciato della mulattiera già esistente
per circa 100 metri; risale ancora attraversando lo sperone roccioso del
Soglio Rosso, dopo di che digrada verso le Porte Pasubio dove si allaccia
alla camionabile.
La lunghezza complessiva del suo tracciato è di circa 6300 metri
di cui 2300 in galleria e 4000 a mezza costa. La larghezza minima è
di m 2,20; normale m 2,50; la pendenza media è del 12%; soltanto
in alcuni punti tocca come pendenza massima il 22%; il raggio esterno
minimo delle curve è di tre metri.
La strada presenta, fino alla linea di vetta della Bella Laita, pochissimi
tornanti a mezza costa; dalla Bella Laita a Porte di Pasubio nessun tornante.
Le gallerie numerate progressivamente da Bocchette di Campiglia a Porte
di Pasubio sono in totale 50 ed hanno le dimensioni minime di m 2,20 x
2,20. Esse consentono il transito delle salmerie con carico sia centrale
che laterale.
Dovunque la volta desse poca garanzia di sicurezza, si è provveduto
con apprestamenti dell'arte (voltini in cemento con armatura di poutrelles).
Di particolare interesse dal lato tecnico e per le difficoltà superate,
sono le gallerie a tracciato elicoidale (espressione impropria) n. 12,
19, 20, 49 e 50, le prime tre nella regione Bella Laita; le due ultime
di raccordo della strada con la camionabile a Porte Pasubio. Per l'aerazione
e in parte per l'illuminazione di queste, come per tutte le altre gallerie,
si è provveduto con finestre aperte nella roccia.
A
mezza costa, il fondo stradale è stato quasi dappertutto ricavato
nella roccia viva e, dovunque era necessario, si sono costruiti solidi
muri a secco di sostegno a valle e a monte. Particolare attenzione merita
l'attraversamento della Val Camozzara. Il muro a valle, costruito a secco,
ha l'altezza media di m 2 circa. Quello a monte, in pietra squadrata e
malta di cemento, ha l'altezza di m 3,20. Complessivamente sono circa
400 metri cubi di muro. Tale sistemazione ha richiesto la natura speciale
del terreno franoso e sedimentario.
Lungo tutta la strada a mezza costa e in galleria in corrispondenza delle
finestre che s'aprono nell'abisso, per la sicurezza e guida del transito,
corre un guardamo in ferro tondino sostenuto da paletti di ferro a T;
fra due consecutivi paletti è fissato a foggia di croce di Sant'Andrea
del filo di ferro zincato a doppio capo. L'impianto elettrico di Malga
Buse (cabina di trasformazione a Fontana d'Oro) provvede all'illuminazione
delle gallerie.
Per
la manutenzione stradale in corrispondenza dei tratti che più sembrano
richiederla sono disposti appositi alloggiamenti in galleria, baracche
di dimensione 2 x 2,50 x 2 capaci di 5 o 6 uomini con viveri ed attrezzi.
Cumuli di sabbia e pietrisco sono accumulati in appositi spazi in galleria.
Per facilitare il transito infine esistono varie piazzole di scambio anche
in galleria.
Apprestamento per eventuale interruzione stradale esiste sul tratto a
mezza costa fra le gallerie 18 e 19. L'apprestamento consiste in 5 pozzi
ed un ramo di galleria. L'interruzione è battuta dalle posizioni
di Monte Alba e di Ciccheleri. Tale interruzione non impedisce però
che il nemico si affacci e metta in posizione artiglierie, ad esempio
nelle finestre della galleria 19 e dalla mezza costa fra la 19 e la 20.
Si riterrebbe perciò opportuno predisporre un'altra interruzione
sulla mezza costa fra la Val Camozzara e la galleria 32 sotto il massiccio
dei Forni Alti, dove la strada passa su appicco di circa 100 metri.
L'interruzione sarebbe battuta efficacissimamente dal Monte Castelliero.
La strada è stata costruita
al triplice scopo:
di conservare il transito
dei pedoni e delle salmerie in qualsiasi stagione e con qualunque tempo
e al coperto della vista e del tiro nemico in condizioni di notevole
sicurezza;
collegandosi a Porte Pasubio con la strada che per
Soglio Incudine-Malga Fieno scende in Vallarsa, costituire un anello
stradale di arroccamento per le posizioni del Pasubio;
dando sicuro accesso a posizioni
fiancheggianti di dominio per la linea di difesa ad oltranza di Bocchette
Campiglia-Monte Alba-Colletto di Posina ed alle posizioni precedentemente
inaccessibili del rovescio sulla linea di cresta della cortina montuosa
fra Bocchette e Porte Pasubio, assicurare una linea di comunicazione
fra i settori Posina e Pasubio, costituire un fortissimo appoggio d'ala
per la linea di difesa ad oltranza, permettere rapida, facile e potente
organizzazione difensiva della linea di cresta Bocchette-Porte Pasubio.
Il tracciato essendo stato scelto
con cura speciale sembra che la mulattiera risponda ai primi due requisiti.
Si tenga presente che la strada per 2300 metri passa in galleria al coperto
dalle intemperie; che i tornanti a mezza costa sono pochissimi; che la
strada attinge le vette della Bella Laita passando quasi completamente
in galleria; che, in seguito, prosegue poco discosta dalla linea di vetta;
attraversando infine il massiccio di Forni Alti e lo sperone di Soglio
Rosso in galleria.
Nessun tratto di strada a mezza costa si svolge a traverso canaloni (che
si è avuto cura di passare in galleria) e in quei tratti in cui
essa sembra poter essere ingombrata dalla neve (precipitazioni atmosferiche
o tormenta) oppure soggetta allo scarico di eventuali valanghe, la strada
è stata organizzata e protetta con centine speciali di copertura
(tettuccio paravalanghe con ferri a I murati a monte che appoggiano su
ritti incastrati nel muro a valle).
Tutte
queste provvidenze limitano se non escludono il pericolo delle valanghe;
una ben organizzata manutenzione dovrebbe poi in ogni caso assicurare
la viabilità.
Quanto al requisito di sicurezza dal tiro avversario, solo il breve tratto
a mezza costa fra le gallerie 15 e 16 è in vista dal Cimone e dal
Seluggio. I graticci che costituiscono la copertura delle centine in tale
tratto, mascherano del resto assai efficacemente il taglio della roccia.
L'apertura della strada al transito dà l'evidente raggiungimento
del secondo scopo.
Il terzo scopo sembra assai efficacemente assolto. E indubbio che la strada
costituisce sicura linea di comunicazione fra i settori Pasubio e Posina.
Attualmente esistono quali lavori
complementari di difesa ed offesa già sistemati e in parte utilizzati:
a Bocchette Campiglia, dipartentesi
poco oltre la piazzola di scambio per autocarri, strada di accesso ad
un appostamento in caverna per una piazzola di mitragliatrice che batte
d'infilata i reticolati e il terreno antistante le trincee e gli appostamenti
di quota 1277, domina la strada Col di Xomo-Porte Pasubio nei dintorni
di Bocchette di Campiglia; una piazzola per artiglieria che ha settore
di tiro dal Majo alla Pria Forà;
dalla galleria 2 si diparte
un ramo di galleria d'accesso ad un appostamento in caverna con una
piazzola per artiglieria, settore di tiro dal Majo alla Pria Forà;
dalla galleria 8 si diparte
un ramo di galleria d'accesso ad un appostamento in caverna con cinque
piazzole per artiglieria, riservette e ricoveri; con settore di tiro
per la batteria completa dalla Borcola al Gamonda; ha inoltre inizio
il camminamento trincea per Boale Campiglia;
dalla mezza costa fra le gallerie 9 e 10 si stacca la
strada d'accesso a due appostamenti in caverna; il primo con due piazzole;
il secondo con tre piazzole per artiglieria. Esiste nei dintorni un
sicuro osservatorio pure in caverna.
Con lavori assai lievi di sistemazione
e in caso di necessità, anche immediatamente può essere
messo in efficienza il notevole valore offensivo difensivo di fiancheggiamento
e dominio per la linea Bocchette di Campiglia-Monte Alba-Colle di Posina,
che offre la strada nel suo svolgimento per toccare le vette della Bella
Laita. Tratti a mezza costa e finestre in galleria possono fornire altrettanti
appostamenti per mitragliatrici e pezzi da campagna e montagna.
Hanno azione di dominio e di fiancheggiamento sulla predetta linea nella
galleria 2, una finestra; la mezza costa fra le gallerie 11 e 12; due
finestre della galleria 12; la mezza costa fra le gallerie 12 e 13; 13
e 14; 14 e 15; una finestra nella galleria 15; la mezza costa fra le gallerie
15 e 16, che ha però lo svantaggio di essere in vista dal nemico
(dal Cimone e dal Seluggio). Il settore di tiro per tali posizioni si
estende dal Costone di Mogentale al Gamonda-Costa Perlona-Monte Alba.
Altre posizioni forniscono: una finestra nella galleria 16; la mezza costa
fra la 17 e 18; due finestre della 18; la mezza costa fra la 18 e la 19.
Nella 19, quattro finestre sono utilizzabili per eventuali appostamenti
per artiglierie fiancheggianti la linea di difesa ad oltranza; da una
finestra si batte con tiro breve diretto il settore Borcola-Gamonda-Costa
Perlona; da una finestra oltre detto settore, nonché il fondo di
Val Posina ed un tratto della strada degli Scarubbi e con un pezzo a lunga
portata anche il Toraro.
La mezza costa fra la 19 e la 20 offre appostamenti per artiglieria con
settore di tiro Gamonda-Costa Perlona-Colletto di Posina.
Criteri speciali per determinati scopi da conseguirsi, presiedono naturalmente
la scelta fra tutte le indicate delle posizioni da organizzare o eventualmente
da mettere in immediata efficienza.
Quanto all'organizzazione della linea di cresta fra le vette Bella Laita
e Porte Pasubio, la cui conseguita accessibilità sembra dia da
sola affidamento di sicuro possesso, essa deve essere adattata alla natura
dello speciale terreno a gran tratti descritto. Quindi la difesa deve
allacciarsi ed operare intorno ai tre capisaldi Soglio Rosso-Forni Alti
(già organizzati in parte) e Cima Cuaro. Brevi cortine devono coprire
l'accesso alle tre sellette di Porte Pasubio, Fontana d'Oro e testata
Val Camozzara; qualche breve elemento di trincea ed appostamenti per mitragliatrici
in caverna con azione fiancheggiante, sembra debbano rendere baluardo
assai poderoso l'intera linea, che avrebbe il vantaggio di accessi sicuri
sul rovescio e di una linea altrettanto sicura di comunicazione e rifornimenti.
La costruzione della strada è stata
intrapresa nel marzo del corrente anno da un reparto della 33a minatori
per ordine del Comando Genio V Corpo d'Armata auspice ed ardito ideatore
il compianto capitano Motti. Successivamente aumentata la forza e i mezzi,
man mano che lo sviluppo del lavoro lo esigeva e permetteva, superando
gli ostacoli della stagione e quelli formidabili del terreno affatto impervio,
con sforzo costante di abnegazione e con spirito notevole di sacrificio,
nel luglio si apriva il transito fino alla vetta della Bella Laita e con
un sentiero fino a Fontana d'Oro; nel settembre fino a Val Camozzara;
il 3 novembre fino a Fontana d'Oro e nel dicembre fino a Porte Pasubio.
L'apertura
della strada ha richiesto quasi esclusivamente lavoro di mina. Come mezzi
furono adoperati martelli ad aria compressa; l'erogazione d'aria provenne
dall'impianto di Malga Buse (tenente Graziani); l'aria venne compressa
e spinta nella tubazione (con pressione di circa 5 a 6 atmosfere) prima
da un solo motore da 100 Hp ad olio pesante; in seguito anche da un secondo
motore da 60 Hp ad olio pesante.
L'esplosivo adoperato fu a seconda delle disponibilità dei magazzini
di rifornimento, gelatina, cheddite, echo, salubite, vibrite e polvere
nera.
Il lavoro è proseguito
secondo le seguenti norme:
osservazione accurata e conoscenza del terreno conseguita
con frequenti ricognizioni in cordata eseguite da ufficiali della compagnia;
determinazione degli imbocchi e dei fronti d'attacco
delle gallerie, nonché del tracciato dei tratti a mezza costa;
costruzione dei sentieri di servizio e d'accesso sul
lavoro;
attacco simultaneo d'un intero tratto di strada per
darvi transito e creare la successiva possibilità di determinazione
di altri imbocchi e punti dell'ulteriore tracciato.
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