|
Durante
la prima guerra mondiale 4.200.000 uomini (oltre il 10% della popolazione
, circa la metà dei maschi tra i 18 e i 40 anni) andarono al fronte:
500.000 morirono di ferite o di malattie prima della fine del conflitto,
600.000 caddero prigionieri (e 100.000 di costoro non tornarono), quasi
mezzo milione riportarono invalidità permanenti più o meno
gravi. Due milioni erano al fronte nell'estate del 1918. Cosa sappiamo
di costoro?
Siamo relativamente bene informati per circa 200.000 ufficiali: i volumi
di memorie si contano a centinaia, altrettanto numerosi i diari e gli
epistolari di ufficiali caduti curati dalle famiglie. A scrivere sono
soprattutto i giovani ufficiali di completamento, pochi rispetto ai 200.000
citati, comunque abbastanza numerosi e diversi per vicende e giudizi da
potere essere considerati rappresentativi della stragrande maggioranza
della categoria. Costoro documentano le diverse posizioni degli ufficiali
dinnanzi al conflitto, che vanno dal nazionalismo esasperato al patriottismo
democratico, senza che sia mai dubbia la loro adesione alla guerra e la
capacità di sacrificio. La loro descrizione viva e drammatica della
guerra di trincea è la base
delle nostre conoscenze e analisi anche per quanto riguarda i soldati.
Verso costoro gli ufficiali mantengono però l'atteggiamento paternalistico
di chi è avvezzo a decidere per tutti; non pochi hanno per i loro
soldati un forte affetto e li trattano con senso di responsabilità,
ma non si chiedono chi siano e cosa pensino.
Bisogna avere presente la netta distinzione di classe che c'era fra ufficiali
e soldati. Soltanto chi aveva frequentato le scuole superiori poteva fare
l'ufficiale; quando nel 1917 i volontari non furono più sufficienti, fu
fatto obbligo a tutti i militari in possesso dei titoli di studio richiesti
(che erano stati abbassati all'iscrizione al penultimo anno di scuole
superiori) di seguire i corsi per diventare aspiranti sottotenenti e sottotenenti.
In una situazione in cui era necessario creare decine e decine di migliaia
di nuovi ufficiali senza una selezione autentica né una preparazione accurata,
il titolo di studio e il livello sociale connesso furono ritenuti l'unico
discriminante possibile. Il risultato fu che la distanza fra ufficiali
e soldati, già fortissima all'interno dell'istituzione militare come status
e come compiti, era rafforzata dalla loro provenienza da ambienti socioculturali
diversi.
|